sabato 1 ottobre 2016

Quel giallo su YouTube: ha fatto pressioni sulle domande da sottoporre a Juncker?

Giovedì scorso si è tenuto per la prima volta in Europa, il format organizzato da YouTube per cui tre youtubers hanno avuto la possibilità di porre domande al Presidente della Commissione Europea Claude Juncker, così come negli Stati Uniti era stato fatto con Obama. Scopo dell’intervista, andata in diretta ovviamente su YouTube e seguita sui social con l’#AskJuncker, è stato quello di far incontrare alcuni rappresentanti della gioventù europea con una delle più alte cariche istituzionali, il tutto in diretta e senza filtri. Per l’evento, organizzato da YouTube, EuroNews e Debating Europe, sono stati scelti gli Youtubers Jonas Ems, dalla Germania, Lukasz Jakobiak, dalla Polonia e Laetitia, dalla Francia. Ed è proprio da quest’ultima che arriva una dichiarazione inaspettata. Laetitia ha infatti pubblicato ieri un filmato che riprende di nascosto un membro dell’entourage di YouTube che le consiglia di evitare domande scomode per il presidente della Commissione Europea.

MINACCIA VELATA?

Peccato che quello che poteva essere una semplice raccomandazione sia diventata quasi una minaccia velata, quando il ragazzo le dice che se ci teneva al suo futuro professionale con YouTube, avrebbe dovuto evitare domandeRed Flag, ovvero domande scomode.Le domande in questione riguardavano temi molto caldi per la Commissione come:lo scandalo LuxLeaks, dove Laetitia ha chiesto a Juncker come non fosse una contraddizione che a occuparsi di un tema importante come quello dell’evasione fiscale fosse proprio lui, che era stato Primo ministro e ministro dell’economia del Lussemburgo per quasi 20 anni il fatto che il suo predecessore a capo della Commissione, Jose Manuel Barroso, fosse ora nel board di Goldman Sacksil potere delle lobbyl’interdizione di prodotti chimici in Europa.

Alla fine non solo ha fatto quello che si sentiva, ponendo ugualmente le domande che i suoi followers le avevano mandato, ma ha anche pubblicato e denunciato l’accaduto

Come spiega bene nel video, Laetitia, che ha un canale su YouTube con oltre 65.000 iscritti, ha capito che si trattava di una minaccia quando ha sentito il suo stomaco contorcersi. Lì ha capito che qualcosa di sbagliato era in atto e che avrebbe dovuto fare una scelta importante. Seguire i “suggerimenti” dello staff di YouTube o quello che si sentiva dentro, rischiando di mettere a repentaglio tutto quello che aveva costruito negli ultimi anni. Alla fine non solo ha fatto quello che si sentiva, ponendo ugualmente le domande che i suoi followers le avevano mandato, ma ha anche pubblicato e denunciato l’accaduto. L’altro aspetto interessante che sottolinea è che, solo dopo l’intervista, YouTube le ha proposto un contratto da €25.000 l’anno come ambasciatrice di YouTube per progetti umanitari. Laetitia afferma candidamente che non lo firmerà perché non sa se le sia stato proposto per non farle denunciare l’accaduto o perché davvero era intenzione di YouTube farlo. Laetitia continua invitando a condividere il video di denuncia perché non crede sia accettabile che questa sia davvero l’immagine che YouTube vuole dare di sé. Il video, prima caricato su Facebook, per ovvie misure precauzionali, ha già superato in 24 ore le 2 milioni di visualizzazioni (qui lo trovate su Youtube).

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CHE NE DICONO GOOGLE E LA COMMISSIONE UE

Il sospetto che Google, proprietaria di YouTube, non volesse mettere in cattiva luce Juncker e la Commissione Europea con cui hanno parecchie questioni in sospeso, è difficile da allontanare.

Dal canto suo Google commenta in via ufficiosa:

“Laetitia had some tough questions for President Juncker and before the interview, asked for our advice on how to phrase them,” said the spokesperson, who declined to be named. “Our colleague encouraged her to be respectful, rather than confrontational — that is all that happened here.”

Laetitia insomma sarebbe stata solo consigliata dallo staff sul come porre meglio alcune domande particolarmente ostiche, in modo che non si trasformasse in uno scontro ma restasse un rispettoso confronto.

Mentre dal lato della Commissione si declina ogni coinvolgimento nell’accaduto o che il presidente Juncker fosse stato messo a conoscenza delle domande prima dell’intervista.

“For the Commission and the president, we had no knowledge of the questions asked, as it is the case for any interviews the president is giving,” Bertaud said Sunday evening. “The president was very happy with the interview and thanks Debating Europe to have organized it in association with Euronews and YouTube, and the creators who participated in it.”

Una cosa di questa storia è certa, se questa è la gioventù europea che doveva essere rappresentata, ci piace parecchio. Il coraggio e il candore con cui Laetitia è andata fino in fondo, non deludendo i suoi followers, e soprattutto se stessa, e, andando contro lo stesso colosso che è per lei fonte di reddito, non può che meritare il nostro plauso, in un momento in cui la libertà di stampa e d’espressione non se la passano tanto bene (qui tutto l’intervento di Juncker).

VINCENZO TIANI

Originariamente pubblicato su Medium

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Fonte: http://www.chefuturo.it/2016/09/youtube-domande-juncker-ue/

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