A giorni Bruxelles discuterà una proposta del partito popolare europeo che vuole offrire a tutti i 18enni l’InterRail gratis, l’ormai mitico viaggio dalla durata variabile che ti porta in giro per l’Europa. L’idea è del deputato tedesco Manfred Weber, ma circola tra i banchi del Parlamento eu dal 2004. Ci costerebbe 1,5 miliardi di euro l’anno, secondo i calcoli della stampa tedesca, a vantaggio di 5,8 milioni di cittadini che avrebbero accesso al viaggio-studio a prescindere dalle loro condizioni economiche o sociali dal giorno del loro 18esimo compleanno, e fino a sei anni dopo, risparmiando 479 euro (il costo del biglietto Global Pass, che permette di raggiungere 30 Paesi).
Io ho fatto l’InterRail a 24 anni. Non ha rappresentato solo il raggiungimento dell’età adulta, la piena responsabilità di sé, la libertà e l’intensità di esperienze – umane e culturali – che ti “aprono la mente”, cioè ti mostrano quel che fino ad allora avevi solo sentito dire. L’InterRail è stato anche il mio primo approccio con la poesia della diversità. Infine, e non da ultimo, mi ha fatto capire per la prima volta che sono una privilegiata.
Molti dei miei amici non hanno infatti potuto compiere questa impresa per motivi economici, o per qualcosa di simile, e non ne hanno fatto segreto. Dietro la decisione delle loro famiglie di non concedere quel lungo e incerto viaggio, c’era il convincimento che ci fossero investimenti migliori, per loro. Bisognava pensare all’università e al posto fisso, si doveva cambiare il salotto, e poi quanti pericoli in giro per il mondo.
Di conseguenza, scoprii poi che l’interRail è un po’ quello che in generale è la cultura: qualcosa di teoricamente aperto a tutti, ma di praticamente aperto solo ai figli di chi sta meglio, e chiuso ai figli di chi non può, o non crede, sia giusto dare priorità alla cultura. Proprio lì, in genere, si insidiano i populismi e i nazionalismi, che tanto minacciano la coesione di noi europei.
Matteo Renzi, che con una mossa simile ha dedicato circa 500 euro ai giovani, da investire in cultura, come ricorda il Guardian, è d’accordo con l’iniziativa. Ma tanti altri politici non lo sono. Se dobbiamo fare qualcosa per l’Europa, se vogliamo tentare di salvarla alzando il gradimento dei suoi cittadini, dicono, dobbiamo partire da questioni più serie come la disoccupazione giovanile. Che indubbiamente è uno dei motivi alla base del progressivo distaccamento dei ragazzi dall’Europa, certificato recentemente anche da Eurobarometro.
Come ha dichiarato Gianni Pittella, deputato del PSE, “Credo le priorità siano altre”. Come pensavano anche i genitori dei miei amici. Invece, io credo che la cultura resti la base della conoscenza e dunque di tutto ciò che segue nella vita di una persona: dall’intuizione lavorativa, all’intelligenza creativa, alla conquista della felicità personale. Proiettato in grande, questo discorso porta nuova cultura e ricerca scientifica, porta denaro e occupazione, porta solidarietà e progresso.
Sono invece d’accordo con quei detrattori della proposta che dicono: il biglietto gratis per tutti sarebbe discriminatorio per i figli di Paesi come Grecia, Spagna o Portogallo, dove quell’incentivo per il viaggio non sarebbe comunque sufficiente a coprire il viaggio, per ristrettezze economiche ben più vaste di quelle francesi o tedesche.
In generale, se regalo deve essere, che sia un regalo che aiuti a conoscere e capire, che allontani i populismi soprattutto si annidano. Che sia un regalo proporzionato alle possibilità delle famiglie, e si trovi il modo per dare di più a chi può certificare di avere meno.
PS. Sarà certamente un caso, ma mentre la coesione dell’Unione europea si stava sciogliendo, calava la libertà di movimento dei ragazzi sugli InterRail. In origine infatti non c’erano ticket aggiuntivi da comprare, mentre oggi i giovani viaggiatori d’Europa hanno a disposizione solo i treni più lenti, sporchi e vetusti. Non possono accedere cioè né all’alta velocità, né ai semplici Intercity, senza fare la fila e pagare un supplemento al biglietto (da noi 10 euro in più per l’alta velocità, e 3 per l’InterCity).
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