sabato 29 ottobre 2016

Il segreto di una serie tv secondo FX

Nick Grad di FX
Nick Grad (Michael Becker/FX)

Ora anche l’Italia ci sta provando con le serie tv internazionali. Nonostante le inevitabili critiche, è sicuramente difficile competere con il mercato globale. Soprattutto pensare di sfondare negli Stati Uniti, un po’ come cercare di vendere ghiaccio al polo Nord. Eppure, insegna Gomorra, non è impossibile.

Per ragionare di serie tv, abbiamo fatto qualche domanda a Nick Grad, presidente dei programmi, produzione e network di FX. L’emittente statunitense ha prodotto serie come Nip/Tuck, The Shield, Sons of Anarchy, e Fargo, giusto per citarne qualcuna. Quest’anno solo con American Crime Story si è portata a casa ben dieci Emmy awards. Da quelle parti ne sanno qualcosa, insomma.

Innanzitutto se lei dovesse fare una maratona di serie tv, cosa guarderebbe (o guarderebbe di nuovo)?

Friday Night Lights“.

Qui in Italia non so quanto sia conosciuta, anche se siamo comunque affamati di serie tv americane. Ma quali sono gli ingredienti che una serie televisiva europea dovrebbe avere per essere appetibile al pubblico americano? Restando nel contesto italiano, Gomorra, I Medici e The Young Pope, per esempio, stanno andando nella direzione giusta, o manca ancora qualcosa?

“Gli ingredienti che rendono grande una serie non conoscono confini e non sono riducibili strettamente a una formula. I prodotti internazionali che tendono ad andare bene negli Stati Uniti non fanno altro che trascinarsi dentro le vite di personaggi complessi e spesso conflittuali. Personaggi che sono messi alla prova da circostanze fuori dal loro controllo. In questo modo ci rivelano più di loro stessi da come le affrontano e da ciò che imparano”.

Già, ma fino a qualche tempo fa le serie tv avevano almeno dei trend facilmente identificabili: quelle mediche, quelle investigative, ecc. Ora con questa moltitudine, è più difficile. Sbaglio?

“La televisione sta diventando più diversificata in molti modi, incluso l’approccio tradizionale alle distinzioni dei generi e soggetti. La proliferazione di serie scritte da emittenti e network tv spinge ad avere originalità nelle idee e nella loro esecuzione. Del resto la vita stessa si defila a facili categorizzazioni. Naturale e forse inevitabile che la televisione stia sempre più riflettendo questa pluralità e complessità. Non solo per emergere dalla competizione, ma anche per creare un contatto col pubblico a un livello più profondo”.

A questo punto c’è da chiedersi allora se ci siano dei temi inesplorati, non ancora prodotti da una serie tv.

“Ci sono, certo. Ma i temi sono qualcosa che fa parte del contesto di una serie. Che a sua volta poggia soprattutto sui personaggi al centro della storia, sulle loro motivazioni e le conseguenze delle loro azioni. FX è stata all’avanguardia nell’ampliare il concetto di tematica considerata appropriata per la tv convenzionale. Però, ripeto, non è mai stato fatto semplicemente per shockare o solleticare il pubblico, ma sempre in funzione della storia. Per fornire un ritratto onesto delle attività che emergono in modo organico nel suo contesto”.

Parlando di vicende interessanti, dopo il grande successo di The People v O.J. Simpson, magari ci si immaginava una nuova storia simile, ambientata in tribunale. Invece la prossima stagione sarà incentrata sugli eventi dell’uragano Katrina. Sembra una scelta insolita…

“Il ciclo di American Crime Story è sempre stata concepito come una sorta di franchising. Questo implica che si tratta di una serie circoscritta che si caratterizza da storie completamente nuove ogni stagione. Per cui, nonostante il successo incredibile di The People v. O.J. Simpson, non si sente il bisogno o il desiderio di raccontare una storia simile nel secondo anno”.

Ma c’è qualche elemento comune tra le due stagioni?

“C’è una cosa che rimarrà la stessa. Sarà il modo di raccontare la storia. Questo grazie all’eccellente team creativo guidato da Ryan Murphy, Nina Jacobson e Brad Simpson. American Crime Story: Katrina è semplicemente la versione successiva di una formula e di un gruppo di persone vincenti“.

Nel 2017 FX presenterà nuove serie come Feud, Legion e Taboo. Ce ne saranno altre?

“Anche se le tempistiche sono ancora da determinare, è possibile che faremo uscire anche Snowfall, una nuova serie di Dave Andron, Thomas Schlamme, John Singleton ed Eric Amadio. Parla dell’inizio dell’epidemia da cocaina nei primi anni Ottanta a Los Angeles“.

C’è invece almeno una serie creata da altri che avrebbe voluto fosse di FX?

“Ovviamente Game of Thrones di Hbo. Scelta scontata, perché è ancora il più popolare e potente prodotto televisivo del momento“.

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Fonte: http://www.wired.it/play/televisione/2016/10/28/segreto-serie-tv-fx/

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