lunedì 3 ottobre 2016

Fifa 17, la prova: stavolta si cambia (almeno un po’)

Prezzo: 69,99 euro | Voto: 8,5
Per maggiori informazioni: FIFA 17

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FIFA 17 (Foto: EA)

FIFA 17
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Negli ultimi anni l’uscita del nuovo FIFA è stata accompagnata dalla certezza di ritrovarsi tra le mani una simulazione di altissimo livello, che tuttavia, al netto delle minuziose migliorie apportate dal team di EA, era sempre simile al capitolo precedente. Per questo, dopo aver passato diverse ore con l’edizione 17, possiamo dire di trovarci (finalmente) di fronte a qualcosa di fresco, che con tutta probabilità fa da preludio alla seconda vita del marchio.

Anno nuovo, motore nuovo
Per la prima volta fa il suo esordio il Frostbite Engine, il motore grafico reso famoso da Battlefield, che manda in pensione il precedente Ignite. La differenza c’è e si nota: l’impatto visivo è da brividi e coinvolge ogni aspetto del match, dalle espressioni facciali dopo un gol sbagliato agli spostamenti dei fili d’erba sul rettangolo di gioco. Il modo in cui si diffonde la luce all’interno dello stadio, combinato all’impeccabile comparto sonoro, ti catapulta a S. Siro, ad Anfield o all’Allianz Arena con un realismo mai apprezzato prima.

Il tutto, e qui sta il plus, senza stravolgere le meccaniche di gioco cui siamo abituati: la fluidità dei movimenti e il controllo a 360 gradi, per citare due esempi, non sono stati intaccati dalla transizione. Volendo trovare una pecca, questa sì non nuova, le fattezze dei giocatori di seconda fascia mostrano la solita sciatteria: per un James Rodriguez o un Marco Reus (testimonial principale) che sembrano quasi vivi, abbiamo una sfilza di facce anonime che assomigliano poco o nulla alla controparte reale.

Il gameplay
Come già accennato, tutto quello che c’era di buono nell’edizione 2016 lo ritroviamo esattamente come lo avevamo lasciato. I ragazzi di EA non si sono però seduti sugli allori e hanno sfruttato le potenzialità del Frostbite per affinare ulteriormente la fisica dei contrasti, rendendo fondamentale un sapiente uso del grill sinistro per proteggere la palla dagli avversari sia in difesa che in attacco (un aspetto che si era colpevolmente un po’ perso con FIFA 16).

Una delle maggiori novità sta nella gestione dei calci piazzati, nei quali è ora possibile definire lunghezza e inclinazione della rincorsa, una scelta che influisce parecchio sull’impatto con il pallone. Inizialmente è stato un mezzo incubo, ma una volta capito il meccanismo si riesce ad apprezzare la varietà di soluzioni tattiche di cui si dispone.

Ci piace molto il nuovo passaggio in profondità calibrato, che consente di trovare varchi anche negli spazi più ristretti. E ci sono buone notizie per gli appassionati del single player: il restyling dell’IA rende più varia la manovra della cpu, meno incline alla ricerca forzata del tiki-taka. Rimane il fatto che il punto di riferimento di Electronic Arts è il calcio inglese, del quale viene estremizzata eccessivamente la componente atletica: il risultato è che anche in modalità “lenta” il gioco ci appare troppo frenetico, e per cercare una sfida più ragionata abbiamo dovuto necessariamente smanettare con i settaggi. Anche se qui, c’è da dire, dipende molto dal gusto personale.

Il viaggio
Era la modalità più attesa, nonché la novità principe di FIFA 17. Per i profani, parliamo della possibilità di vestire i panni di Alex Hunter (interpretato dall’attore Adetomiwa Edun), giovane promessa del calcio inglese che sogna di imporsi ai vertici della Premier League. Tolta qualche ingenuità e forzatura nello storytelling (non facciamo spoiler), la decisione di mischiare alcune dinamiche da gioco di ruolo con la simulazione sportiva funziona abbastanza bene.

Sebbene la storia prosegua su binari prestabiliti, le scelte che dobbiamo affrontare in alcuni frangenti ci restituiscono l’illusione di controllare il destino di Hunter, molto più di quello che in realtà il gioco permetta. Fra intermezzi da film e partite giocate (rigorosamente in prima persona: opzione consigliata), la parte più noiosa è quella riguardante le sessioni di allenamento: di fatto un copia e incolla delle sfide tutorial che di norma servono ai novellini per prendere dimestichezza con i comandi.

Nel complesso, la trovata presa in prestito da NBA 2K16 (dove c’era addirittura la regia di Spike Lee) è imperfetta ma interessante, e potrebbe attirare anche una fetta di pubblico non necessariamente calciofilo. Speriamo che questo primo esperimento serva a gettare le basi per qualcosa di più maturo per il futuro.

In conclusione
FIFA 17 mantiene le basi solide degli episodi precedenti, e quindi parlare di anno zero è forse eccessivo. Tuttavia le meraviglie del Frostbite e la modalità viaggio portano un po’ di freschezza, in grado di attenuare quel senso di “bello, ma già visto” e di risvegliare dal torpore i fan di vecchia data. Aspettarsi un gioco convincente era il minimo sindacale, ma FIFA 17 riesce quest’anno a fare di più.

Wired
Licenze originali a pioggia. Per gli appassionati dell’online, la collaudatissima modalità Ultimate Team vale da sola il prezzo del biglietto.

Tired
Fisica della palla non sempre realistica. È ora di ripensare la modalità carriera.

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Fonte: http://www.wired.it/gadget/videogiochi/2016/10/03/fifa-17-la-prova-stavolta-si-cambia-almeno-un-po/

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