mercoledì 12 ottobre 2016

Ecco un software che identifica le facce dei passanti

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(Foto: CHRISTOF STACHE/AFP/Getty Images)

Non avrete più bisogno di portare con voi il biglietto per entrare a un concerto, ma basterà un selfie. A identificarvi sarà un algoritmo appena sviluppato da NtechLab, una startup russa, in grado di riconoscere precisamente il 73% delle persone in un milione di fotografie. Il software è stato messo alla prova l’estate scorsa, quando è riuscito a identificare gli spettatori che stavano assistendo al più grande festival di musica elettronica del paese.

Viene naturale, ovviamente, pensare alle possibili ripercussioni rispetto alla privacy: in proposito, i due giovani autori dell’algoritmo, il ventiseienne Kukharenko e il ventinovenne Kabakov, spiegano che non c’è alcun pericolo che il software possa finire nelle mani sbagliate, evidenziando come questa tecnologia venga applicata in un ambito dove la privacy viene violata già molto spesso. “Al momento, siamo già in uno scenario in cui non c’è vita privata”, spiegano al Wall Street Journal. “Ogni governo può controllarvi tramite il vostro iPhone o Android e ha informazioni sul vostro comportamento, i vostri movimenti, su ciò che state acquistando e con chi state parlando”.

Il programma utilizza l’apprendimento automatico, ovvero un allenamento progressivo in cui il software viene addestrato a identificare i volti umani nelle fotografie. In particolare, l’algoritmo ha analizzato 20 milioni di immagini di celebrità, studiandone più e più volte i profili, fino a quando è stato in grado di identificarli correttamente. Alla fine il sistema è stato capace di applicare queste conoscenze acquisite per riconoscere volti nuovi. Quello del riconoscimento facciale è un tema molto dibattuto, che ha scatenato diverse polemiche: se da una parte, infatti, questo tipo di algoritmi può essere utile per l’individuazione di criminali e terroristi da parte della polizia, dall’altra può mettere in pericolo la vita privata dei singoli cittadini. L’estate scorsa, per esempio, la polizia britannica ha utilizzato un software di riconoscimento facciale per scansionare i volti delle persone durante il Download Music Festival, alla ricerca di criminali già noti alle forze dell’ordine. In seguito, di fronte alla protesta dell’opinione pubblica e senza una legislazione chiara sulla conservazione e il trattamento dei dati, la polizia ha dovuto cancellare l’intero database. A Mosca le cose sono andate diversamente: secondo la ricostruzione di PopularScience, i loro volti ora sono probabilmente già stati inseriti in un database, in modo che tutte le macchine fotografiche agganciate allo stesso software li possono identificare di nuovo, ovunque si trovino.

Al momento la NTechLab ha venti dipendenti ed è autofinanziata, in attesa di ricevere fondi da nuovi investitori. I due fondatori comunque, nonostante pensino che il loro software sarà molto difficile da commercializzare in Europa e negli Stati Uniti, hanno già ricevuto una proposta dal governo di Mosca per installare il sistema su telecamere di sicurezza intorno alla città. “C’è sempre un conflitto tra il progresso e le paure dell’opinione pubblica”, conclude Kabakov, convinto che la tecnologia sarà prima o poi accettata dai cittadini. “Ma in ogni caso, l’innovazione vince sempre”.

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Fonte: http://www.wired.it/attualita/tech/2016/10/12/software-identifica-facce-passanti/

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