martedì 1 novembre 2016

Dustin Nguyen a Lucca Comics & Games: “Il film di Descender? Tra almeno sei anni”

Descender è uno dei fumetti di fantascienza più riusciti degli ultimi anni. Civiltà galattiche, robot umanoidi e tremende catastrofi fanno da sfondo a uno dei classici temi della letteratura, la paura del diverso. Nel mondo immaginato da Jeff Lemire e Dustin Nguyen, infatti, alcuni giganteschi e misteriosi robot hanno spazzato via gran parte dell’umanità, innescando una caccia all’androide in tutti i mondi conosciuti. Al centro della vicenda, si ritrova un robot costruito per avere fattezze da bambino, che sembra essere la chiave del mistero.

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Descender vol. 1 - Stelle di latta

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Descender vol. 1 - Stelle di latta-1-p5
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Descender vol. 1 - Stelle di latta

L’affresco di Descender (finora sono usciti i primi due volumi per Bao Publishing), non sarebbe tale senza gli incredibili acquerelli di Dustin Nguyen, che abbiamo incontrato a Lucca Comics & Games, durante una delle tante sessioni di firme che ha concesso ai fan della saga.

Sei un appassionato di fantascienza?

“Di solito guardo tutta fantascienza di serie B [ride], ma sono cresciuto con i grandi classici, come AlienStar Wars e Star Trek. Sono un grande fan di Transformers G1 [l’anime degli anni 80, ndr], Robotech è la mia serie preferita e amo Akira. Cose di questo tipo mi hanno sempre ispirato nel mio lavoro”.

La scelta degli acquerelli per una serie fantascientifica può sembrare strana all’inizio, ma la resa è splendida. Perché hai deciso di usarli per Descender?

“Principalmente perché volevo fare pratica. Ho sempre voluto dipingere, ma è difficile lavorare a una serie con un calendario molto serrato e tentare nuove strade con la pittura. Avrei potuto usare i colori digitali per Descender, avrebbe avuto senso per una serie fantascientifica, ma non sono così bravo con Photoshop. Ci sono troppe possibilità con strumenti del genere: puoi cambiare i colori e renderli più chiari, più scuri… Non avrei mai finito un numero, ci avrei giocato tutto il giorno! Quindi ho scelto gli acquerelli: alcune volte finisco di colorare una tavola e mi rendo conto che c’è qualcosa di sbagliato – magari un personaggio ha un dito più, o il colore non è quello che pensavo -, ma con gli acquerelli ciò che è fatto è fatto. Non puoi essere troppo preciso. Solo in questo modo riesco a rispettare una scadenza mensile. E poi mi ispiro proprio a Robotech e Transformers: tutti gli sfondi erano dipinti e mi piaceva molto la loro consistenza”.

Come lavorate a un singolo numero di Descender con Jeff Lemire?

“Funziona molto semplicemente. Con Jeff siamo buoni amici. Ci sentiamo al telefono, via sms o ci vediamo nelle fiere, per confrontarci e discutere un po’ della serie. Poi Jeff scrive la sceneggiatura – di solito è dieci numeri avanti a me – la mette nella nostra cartella condivisa e io mi metto a disegnare e colorare. È la serie più semplice su cui io abbia mai lavorato. È facile anche perché è tutto nuovo, non ho bisogno di studiare nulla, né costumi né ambientazioni, perché stiamo costruendo tutto noi. È ciò che voglio fare nei fumetti: divertirmi”.

La sceneggiatura che ti passa Jeff è dettagliata o hai ampi margini di libertà su come raccontare una storia?

“Il modo in cui Jeff descrive i personaggi e le atmosfere è proprio ciò che preferisco: non ti dice che un certo personaggio indossa un particolare elmetto rosso o cose del genere, ma definisce piuttosto il carattere di quel personaggio, come parla. È più una questione di personalità che di aspetto, quindi non c’è alcun limite a quello che posso realizzare da un punto di vista grafico. Questo mi rende il lavoro molto semplice. E poi ci rimpalliamo molto spesso le idee. Pensa al personaggio di Badit. Jeff inizialmente non voleva che somigliasse a un cane, credeva che fosse meglio farlo galleggiare in aria. Ne abbiamo parlato e siamo giunti alla conclusione che fosse meglio farlo correre, proprio come un cane, anche se in effetti non gli somiglia per niente”.

Sappiamo già che Descender diventerà un film. Sei emozionato o temi che possa tradire in qualche modo il fumetto?

“Ne sono molto contento, non importa come sarà il risultato. Anche se fosse molto brutto potrebbe in ogni caso un cult. Non ci sono le mezze misure: vorrei che fosse o molto bello, o davvero terribile. Per me tutto il lavoro di trasposizione da fumetto a film è nuovo, quindi sono entusiasta. Siamo in una fase molto iniziale, è stato appena trovato uno sceneggiatore, quindi partecipiamo alle riunioni del progetto, ma cerchiamo di non metterci in mezzo. Realisticamente, per vederlo sul grande schermo, ci vorranno ancora sei o sette anni”.

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Fonte: http://www.wired.it/play/fumetti/2016/11/01/dustin-nguyen-lucca-comics-descender-film/

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